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Violenza sulle donne, Centro Antiviolenza, Codice Rosso, Supporto donne

Centri Antiviolenza: i nuovi dati confermano un aumento delle donne accolte

L'ultimo report annuale elaborato da D.i.Re-Donne in Rete contro la violenza disegna una fotografia nitida del fenomeno della violenza di genere in Italia: il numero delle donne che si rivolgono ai Centri Antiviolenza (CAV) continua a registrare una crescita costante. Questo incremento di contatti e prese in carico testimonia sia il persistere capillare degli abusi, sia una maggiore consapevolezza da parte delle vittime nel cercare un supporto specializzato sul territorio.

Analizzando il profilo delle donne accolte all'interno delle strutture della Rete, i dati delineano un identikit ben preciso. La maggior parte di esse si colloca nella fascia d'età compresa tra i 30 e i 49 anni, una fase della vita in cui i carichi familiari si intrecciano spesso con la complessità dei percorsi professionali. Un elemento nodale emerso dalla rilevazione riguarda la vulnerabilità economica: un'altissima percentuale di donne si presenta ai centri con un reddito pari a zero o in condizioni di forte dipendenza finanziaria dal maltrattante. La mancanza di risorse personali, unita alla difficoltà di accedere a un lavoro stabile, rappresenta uno dei principali ostacoli che impediscono alle vittime di interrompere la relazione violenta e avviare un percorso di autonomia.

Le rilevazioni statistico-epidemiologiche smantellano anche la narrazione fuorviante che attribuisce l'aggressione a sconosciuti o a situazioni d'emergenza stradale. Nella quasi totalità dei casi, i maltrattamenti avvengono all'interno delle mura domestiche e sono agiti da partner o ex partner, confermando la casa come il luogo primario del rischio. Tra le tipologie di abuso registrate, la violenza psicologica - fatta di controllo, isolamento e svalutazione - si conferma la forma più capillare e pervasiva, affiancata da percentuali rilevanti di violenza fisica, minacce, violenza economica e stalking.

I dati messi a disposizione dalla rete D.i.Re evidenziano quanto sia urgente potenziare gli interventi integrati tra servizi sociali, presidi sanitari e forze dell'ordine. Oltre alla risposta immediata alla crisi, diventa fondamentale investire in politiche attive di supporto abitativo e reinserimento lavorativo, indispensabili per offrire alle donne una prospettiva concreta di libertà e sicurezza a lungo termine.