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Contrasto alla violenza di genere: aprono i nuovi Punti di Ascolto territoriali straordinari

Il modello di tutela e supporto per le donne vittime di violenza sta cambiando radicalmente volto. Grazie ai fondi del Piano Straordinario del Decreto Caivano, a fine luglio 2026 ha preso ufficialmente il via il progetto pilota "Il Rispetto che mi aspetto" che sarà testato a Caivano, in provincia di Napoli.

L'iniziativa introduce una rete capillare di Punti di Ascolto territoriali straordinari. L'obiettivo è superare l'isolamento dei grandi hub istituzionali, portando i presidi di prossimità direttamente nei quartieri per intercettare precocemente ogni forma di disagio domestico e di genere.

La nuova rete si insedia all'interno di spazi quotidiani e comunitari già riconosciuti e frequentati dalla cittadinanza. I primi quattro sportelli territoriali sono stati aperti in punti strategici della città: Polo Millegiorni: Presidio civico dedicato all'orientamento e alla socialità. Chiesa di San Pietro Apostolo: Punto di riferimento per il tessuto parrocchiale. Chiesa della Santissima Annunziata: Centro di ascolto in area ad alta densità abitativa. Spazio "Amici di Idea Città": Presidio gestito in sinergia con l'associazionismo locale.

“La parrocchia deve essere un porto sicuro, non solo un luogo di preghiera - spiega uno dei parroci delle comunità di Caivano coinvolte nel progetto - Spesso le donne che subiscono violenza psicologica, fisica o economica tra le mura domestiche vivono sotto un controllo asfissiante. Hanno paura anche solo di avvicinarsi a un ufficio comunale o a una caserma, perché temono di essere viste o giudicate dai vicini. Venire in chiesa, invece, fa parte della normalità e della routine quotidiana di un quartiere”.

I Punti di Ascolto non lavorano in modo isolato, ma fungono da "antenne" periferiche collegate a una macchina di tutela legale e psicologica ben più complessa.

“Gli operatori del Terzo Settore presenti nei punti di quartiere sono formati per intercettare i primissimi segnali di abuso prima che la situazione degeneri – fanno sapere dalla cabina di regia dell’Ambito 19 - Una volta agganciata la situazione di disagio, scatta il protocollo dell'Ambito: attiviamo la tutela legale gratuita e, se necessario, il collocamento d'urgenza in strutture rifugio”.



Oltre l'emergenza: i percorsi di autonomia fino a fine 2026

Il finanziamento straordinario coprirà le attività degli sportelli fino a dicembre 2026. Il progetto rompe la logica dell'assistenzialismo momentaneo focalizzandosi sull'empowerment femminile a lungo termine:

  1. Bilancio delle competenze: Corsi gratuiti per mappare le capacità professionali delle donne accolte.
  2. Inclusione lavorativa: Attivazione di tirocini e borse-lavoro per favorire l'indipendenza economica, primo vero scudo contro i ricatti domestici.
  3. Supporto abitativo: Orientamento all'accesso ai contributi di locazione straordinari, come il rinnovato Reddito di Libertà.