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Trasparenza Retributiva, Gender Pay Gap

Trasparenza Retributiva 2026: il nuovo decreto per difendersi dal Gender Pay Gap

La parità retributiva in Italia compie un passo decisivo grazie a un nuovo decreto a favore delle lavoratrici. Il divario salariale di genere non è più solo un tema di dibattito sociale, ma una violazione normativa severamente sanzionata. Con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 96 del 7 maggio 2026, che recepisce la Direttiva UE 2023/970, il mercato del lavoro italiano affronta una rivoluzione storica: l'addio definitivo al segreto salariale.

Questa guida illustra cosa cambia concretamente per i centri per l'impiego, le associazioni, le consulenti del lavoro e le singole lavoratrici che seguono il nostro portale, spiegando come utilizzare i nuovi strumenti legali per far valere il diritto alla parità retributiva.


Cosa prevede il Decreto Legislativo n. 96/2026?

La nuova normativa cancella la prassi della riservatezza sugli stipendi, imponendo obblighi stringenti ai datori di lavoro sia in fase di selezione sia durante il rapporto di lavoro:

  1. Stop alle domande sullo storico stipendio: Durante i colloqui di lavoro, i selezionatori non possono più chiedere alla candidata l'ultimo stipendio percepito nella precedente occupazione.
  2. Trasparenza negli annunci: Le aziende hanno l'obbligo di indicare la retribuzione iniziale o la relativa fascia retributiva già nell'annuncio di lavoro o prima del colloquio.
  3. Diritto all'informazione sui compensi: I dipendenti acquisiscono il diritto di richiedere e ricevere informazioni scritte sul livello retributivo medio, ripartito per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.