Violenza economica, stop alla dipendenza finanziaria delle donne: protocollo ABI rinnovato
La possibilità di essere autonome economicamente costituisce un ulteriore strumento fondamentale per combattere le violenze subite dalle donne. Con questo obiettivo è stato rinnovato, fino al 2027, il Protocollo ABI – unito alla misura del Microcredito di Libertà – che rafforza gli strumenti per contrastare la violenza di genere, un fenomeno che in Italia coinvolge il 31,2% delle donne in condizione di dipendenza finanziaria.
I nuovi protocolli introducono tutele concrete e ampliano l'accesso al microcredito a tasso zero, gestito in stretta collaborazione con i Centri Antiviolenza (CAV) e gli assistenti sociali del territorio.
Le principali misure previste dal Protocollo
Il rinnovo dell'accordo introduce strumenti finanziari specifici per garantire protezione e supportare il percorso di autonomia delle vittime:
- Sospensione dei mutui fino a 18 mesi: Le donne inserite in un percorso di protezione certificato possono richiedere la moratoria e la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti per un anno e mezzo.
- Microcredito di Libertà a tasso zero: Viene potenziato l'accesso a piccoli prestiti agevolati senza interessi, finalizzati a coprire le spese iniziali per l'indipendenza abitativa, la formazione o l'avvio di un'attività lavorativa.
- Rete di supporto integrata: L'attivazione delle tutele finanziarie avviene tramite una procedura coordinata tra gli istituti bancari, i CAV e i servizi sociali, riducendo i passaggi burocratici per la vittima.
Per verificare tutti i dettagli operativi relativi alla moratoria sui finanziamenti e ai requisiti di accesso, è possibile consultare e scaricare il testo ufficiale del Protocollo d'intesa ABI del 24 novembre.